Martedì 15 aprile 2008 - La partenza -
“ Che strada faccio per raggiungere Fiumicino? “
No, non è il sottoscritto, attualmente in Kazakhstan, a parlare in quel frangente.
Bensì un assonnato tassista, pervenuto sotto la mia umile dimora in quel di Spinaceto alle ore 07:00 circa, previa mia prenotazione.
Ora, immaginatevi SimOnTheRoad che non fa una vacanza da quasi 5 anni (l’ultima, veramente tale, in Croazia con due amiche, nella ormai lontana estate del 2003), che non prendeva un aereo da circa 12 anni (Estate 1996, Benidorm -Spagna-), e che non aveva mai fatto un viaggio così lungo da solo.
Immaginatevi di venire da settimane intense di lavoro, dove tutto aveva congiurato per tentare di farmi desistere dalla partenza. Shackerate un po’, aggiungetevi un pizzico di sana, normale apprensione all’idea di dimenticarsi il passaporto, o i biglietti dell’aereo (credetemi, potenzialmente ne sono capace, dico sul serio…), e potrete, anche se forse solo lontanamente, immaginare l’espressione facciale con cui accolsi le parole dell’assonnato tassista.
Naturalmente, il tassinaro in questione è stato poi ispirato dal suo spirito guida, ed è riuscito, chissà come, a trovare la via misteriosa per lo sconosciuto e ignoto aereoporto “Leonardo Da Vinci” di Fiumicino, dando la possibilità a chi scrive di dirigersi armi (nessuna) e bagagli (1) al bancone della Lufthansa, dove fare il controllo passaporti.
“Ma Lei lo sa che per entrare in Kafak…Kanafist…Karnazi…” pronuncia la biondina, neanche tanto male, con cui ho il privilegio d’interagire.
“K A Z A K H S T A N ” interloquisco, scandendo bene le lettere, con gli occhi assonnati e la mia solita faccia da cazzo, si, dai, avete capito, quella delle grandi occasioni.
“Ecco, appunto. Dicevo, lei lo sa che, per entrare ….lì….ecco, si, insomma, serve il visto? “
Improvvisamente, tendo quasi a concordare con un mio amico sciovinista e sgradevolmente maschilista, che sovente ama ricordare come le Donne, in generale, non dovrebbero mai uscire dal recinto delle “due P”, dove una sta per Padelle, e l’altra per….ehm…tralasciamo, và.
“ Sig.ina, suppongo che per molti paesi al mondo serva il visto d’entrata, difatti, eccolo là, lo vede ? ” rispondo, indicandole la relativa pagina del mio passaporto.
Ma…il meglio doveva ancora giungere.
Quando la sig.ina in questione mi chiede se il bagaglio doveva esser ritirato a Francoforte, prima tappa del mio lungo viaggio d’avvicinamento alla terra di Borat, le rispondo negativamente, specificandole che invece doveva giungere fino a Baku.
“B..Ba…Ku?!?” pronuncia, contorcendo quelle deliziose labbra carnose in modo molto provocante, oltre che divertente. Ma, RaffaBella regna, pertanto smetto subito di guardare le sue labbra, e mi concentro sulla risposta..
“Baku, Azerbaijan. Se guarda i biglietti, faccio Roma-Francoforte, poi Francoforte-Baku, infine Baku-Aktau, Kazakhstan”
Mi guarda incredula, poi annuisce, riprende fiato, e tutta baldanzosa esclama: ” Capisco”.
Secondo me stava mentendo spudoratamente, difatti guardo un po’ preoccupato mentre digita qualcosa sul terminale. Quando sfodera il suo miglior sorriso e mi augura buon viaggio, capisco di aver passato il mio personale battesimo del fuoco.
Forse…
Comunque sia, il mio walkabout kazako era iniziato….
## Continua ## (by Simo, Aktau - Kazakhstan - )