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Riad, la guida delle Donne

con 3 commenti

L’imminente 23 settembre, giorno di festa nazionale in Arabia Saudita, sarà anche il momento in cui le donne arabe tenteranno un nuovo affondo contro un divieto loro imposto, non tanto da una specifica legge dello Stato, quanto dalla consuetudine religiosa del clero wahabita, vero e onnipresente fattore di organizzazione sociale della società saudita.

Difatti, la neonata “Società per la tutela e lo sviluppo dei diritti delle Donne” presenterà un appello in tal senso direttamente al governo , chiedendo che venga loro restituita la facoltà di guidare liberamente l’automobile per le strade del Regno, garantendo pertanto un diritto che era appannaggio delle loro madri e nonne, e che è stato successivamente negato dalle pressioni dei religiosi sauditi, secondo cui una donna al volante ha più possibilità di entrare in contatto con uomini non appartenenti alla famiglia di origine, magari agenti di polizia, o meccanici in caso di guasto al veicolo, oppure (non mettetevi a ridere che l’argomento è serio) altri guidatori di sesso maschile in caso di involontari incidenti.

In un documento ufficiale delle sopra citate attiviste dei diritti civili si chiede esplicitamente che …le donne saudite possano riottenere la libertà di guidare, come avviene alle donne negli altri paesi islamici…“.

Il problema è che nè il Monarca Abdallah, nè tantomeno il governo saudita intendono prendere una posizione ufficiale e contraria ad una prescrizione religiosa del clero saudita, che rimane ancora il reale collante politico-religioso di tutto il Regno…

[ go to : La Stampa ]

Written by simontheroad

18 Settembre, 2007 a 2:24 am

3 Risposte

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  1. Passo per tre motivi:
    1) un saluto (chè ci voleva)
    2) un consiglio di lettura (“L’Internazionale”) che trovo interessante
    3) Perchè ho pensato a questo post per tanto tempo vedendo le mie pazienti islamiche e chiedendomi cosa davvero pensino e dicano dentro di loro…

    akmeno

    17 Ottobre, 2007 alle 12:25 pm

  2. Ah….vorrei strapparglieli di dosso quei burka e tutti quei veti che le tengono priogioniere.. vorrei vederle sorridere di un sorriso felice… libero.. una volta tanto.. che possano tornare a guidare, non solo un’auto, ma le loro vite!

    demi4jesus

    27 Dicembre, 2007 alle 2:06 pm

  3. Cara Demi, come non esser d’accordo con te?
    Ciao , grazie della visita.

    simo

    27 Dicembre, 2007 alle 7:05 pm


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