“Da un’analisi complessiva degli elementi indiziari fino ad oggi raccolti dagli inquirenti, la ricostruzione della vicenda, più probabile e ragionevole, appare essere quella dell’omicidio su commissione, attuato per impedire che le notizie raccolte da Ilaria Alpi e Miran Hrovatin in ordine ai traffici di armi e rifiuti tossici avvenuti tra l’Italia e la Somalia venissero portati a conoscenza dell’opinione pubblica italiana“.
Con queste parole il Giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Roma in merito alle indagini riguardanti l’omicidio dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuto il 20 Marzo del 1994 a Mogadiscio (Somalia), accogliendo in tal senso le richieste dell’avvocato incaricato dai genitori della giornalista uccisa, il quale basandosi su parte degli elementi emersi dai lavori della relativa Commissione d’inchiesta parlamentare, sosteneva che le indagini sul duplice omicidio non dovessero essere interrotte.
Di tutt’altro avviso era stata invece la Procura di Roma, la quale aveva chiesto l’archiviazione delle indagini lo scorso 10 luglio 2007, motivandola con l’impossibilità di risalire ai mandanti del duplice omicidio, per il quale finora è stato condannato a 26 anni di carcere esclusivamente uno dei componenti del commando somalo che aggredì mortalmente i due giornalisti, il miliziano Hashi Omar Hassan.
Secondo quanto riferito da molti organi d’informazione, il gip ha dato mandato alle autorità competenti di prorogare le indagini in merito all’assassinio dei due giornalisti per almeno altri sei mesi.
Ilaria Alpi, inviata del TG3, e Miran Hrovatin, operatore, si trovavano nel 1994 a Mogadiscio (Somalia) per documentare sia gli esiti della guerra civile in corso fra i vari Signori della Guerra Somali che le conseguenze delle operazioni militari delle Nazioni Unite ricomprese nella missione “Restor Hope”, gestita dall’esercito americano unitamente ad altre nazioni occidentali, con lo scopo di porre fine alle battaglie in corso fra le varie fazioni che si contendevano il dominio del territorio.
Durante la loro permanenza nella capitale Somala, indagarono su un traffico di rifiuti tossici radioattivi prodotti dai paesi industrializzati e ammassati sul territorio africano, dietro il pagamento di tangenti e la fornitura illegale di armi ai gruppi politici locali. Un traffico illecito che, secondo le interpretazioni di molti, riguardava anche importanti esponenti del settore politico ed economico nostrano.
Forse anche per questo motivo ci sono voluti ben dieci anni dall’uccisione dei due reporter affinchè il Parlamento Italiano si decidesse ad insediare una Commissione d’inchiesta in merito, che ha concluso i propri lavori nel febbraio del 2006, senza raggiungere delle conclusioni unitarie.
Nel mezzo, convegni, articoli di giornale, opere teatrali, persino un film interpretato da Giovanna Mezzogiorno, ma soprattutto l’attività divulgativa dei genitori di Ilaria Alpi e dell’associazione “Ilaria Alpi_Comunità Aperta” , tutta tesa alla ricerca della verità in merito all’omicidio dei due giornalisti.
Per non dimenticare. Mai.

grazie per aver ricordato, grazie! Perché TUTTI sappiano che la gente comune non dimentica Miran e Ilaria. Un abbraccio forte. Tornerò prestissimo e spesso!
Conto sui suoi “ritorni”, Miss Gaja
Grazie della visita.