(From Kazakhstan) Sotto il cielo di Aktau
La prima sensazione che ricorderò del Kazakhstan, provata tanto al mio arrivo all’aereoporto di Aktau, quanto entrando nell’appartamento dove vive mio Padre, è il caldo.
Sì, avete capito bene, proprio il caldo. Fui sorpreso quanto, presumibilmente, lo siete voi che mi leggete, se siete tra coloro che hanno un immagine di queste lande in cui mi ritrovo come di terre lontane, fredde, rigide.
Ecco, il sottoscritto si è visto smentire subito tale convinzione.
Oh, intendiamoci:merito degli iper-riscaldamenti presenti nel monumentale appartamento di mio padre, innanzitutto.
Se poi giungevo nelle terre kazake anche solo un mesetto fa, la situazione sarebbe stata ben diversa. E se invece di Aktau, cittadina costiera nella parte occidentale del paese, mi fossi recato ad Atyrau, nel Nord, non avrei di certo esordito in questo modo.
Ma, credetemi, non ho mai sentito veramente freddo, da quando sono qui. Ho fatto amicizia anche con la primavera di Aktau…
Belez, Belef, Belem….o chissà come si scrive o si pronuncia.
No, non è il termine kazako per indicare ‘caldo’. E non è nemmeno un arcaico mantra dedicato a qualche misterioso semidio locale.
E’ il nome dell’autista che accompagna mio padre ed il sottoscritto a casa, dopo il mio arrivo.
Tipo interessante. Di poche parole, viene soprannominato ‘galeotto’, in quanto ex poliziotto. Pensa un po’ te. Attualmente in pensione, si è riciclato come autista, ed è uno spettacolo vedere come guida spericolato sulla corsia di sorpasso della strada che, dall’aereoporto, giunge fino in città, in una notte segnata da una nebbia fittissima, con lui che lampeggia all’impazzata per segnalare, alle altre eventuali vetture che potevano sopraggiungere in senso contrario, che ci stavamo anche noi….
Strade e macchine. Due elementi interessanti, in questo posto.
Le strade.
Aktau, almeno da quanto ho avuto modo di vedere sinora, è essenzialmente costituita da 4 strade principali: una è quella che attraversa tutta la città, rappresentandone una sorta di main street, sulla quale si affacciano gli edifici più recenti, tra i quali quelli abitati dai dipendenti delle varie oil company straniere, le sedi delle medesime, le banche, e la maggior parte dei negozi e dei locali principali, dalla discoteca Fuento al caotico pub Guns ‘N Roses, dal delizioso ed elegante, come design e atmosfere, bistrot Coffe and People, al centro commerciale Ardagher.
Parallela a questa lunga strada, c’è quella che si affaccia sul lungomare, delimitando pertanto l’effettiva estensione della città.
Lo percorre nella sua totalità, e seguendola si possono apprezzare alcuni deliziosi giardinetti, oltre che ristoranti notturni frequentati da kazaki (detti anche “i locali” ) ma non solo, ristopub come l’Elis, frequentato dagli stranieri come noi (detti anche “espatriati” ) ma non solo, e alcune statue raffiguranti personaggi importanti, credo, della cultura del posto, dei quali cercherò di fornirvi maggiori notizie in un prossimo articolo.
Le altre due strade principali sono posizionate tra quelle sopra citate, e ne costituiscono gli ideali collegamenti, almeno a quanto ho avuto modo di vedere sinora.
Una di esse sfocia sul monumento principale di Aktau, che trovate raffigurato nella foto in alto a sinistra, e che si può paragonare al nostro “milite ignoto”, stando almeno a quanto mi racconta mio Padre, che si prende ogni responsabilità civile e penale per quest’accostamento, sia nei confronti della legge kazaka che di quella italiana: costituito da cinque colonne in marmo bianco, alte all’incirca una decina di metri, simili ad artigli, che si chiudono a formare una sorta di “cupola” all’interno della quale è presente un braciere che arde costantemente, unitamente a quattro statue, posizionate su ogni colonna, sotto le quali è presente una data significativa riguardante la storia militare della nazione kazaka.
Per tutta la lunghezza di queste ultime due strade sono presenti dei giardini pubblici, con panchine , giostre per bambini, locali a passeggio con cani ( quest’ultimi oltremodo ben curati, sembra che i kazaki abbiano un particolare affetto verso gli amici a quattro zampe).
Le vetture.
I locali sono veramente spericolati, alla guida. Si, qualcuno che mi legge, e mi conosce, starà probabilmente commentando “ma da che pulpito viene la predica “…però, davvero, sono dei temerari.
Sapendo il gran numero di espatriati che sono presenti ad Aktau, in città vi è un’altissima percentuale di tassisti, sia ufficiali che…ufficiosi.
Praticamente, se vi trovate a passeggiare per strada, e ad un certo punto vi siete stancati di camminare, basta agitare la mano, e troverete una macchina che si ferma vicino a dove vi trovate, nel giro di pochissimi secondi. Al prezzo fisso di circa 200 tenghè (poco più di 1 euro) vi scarrozzano in ognidove , esibendosi molto spesso in sorpassi che definire allegri è ben poco.
Ma l’affetto che provano verso le proprie autovetture è maniacale: una delle prime cose che mio padre mi ha detto, appena arrivato, è stata quella di non sbattere con troppo vigore la portiera della macchina da cui scendo, di volta in volta. Per i kazaki, è sintomo di vera e propria maleducazione.
Ovviamente, gli incidenti abbondano: giusto l’altra sera mi sono divertito ad assistere, affacciato ad una delle finestre di casa, allo scontro tra due vetture piene di giovani kazaki.
Ne ho contati circa dieci, che sono scesi imbufaliti e, al centro esatto della strada, con altre macchine che gli passavano veramente, ma veramente vicino, hanno dato vita ad uno degli spettacoli gratuiti più esilaranti che mi sia mai capitato di vedere…
# CONTINUA # ( by Simo, Aktau, Kazakhstan )






Complimenti. Sei riuscito a raccontare questa Citta’ megli di chi, come me, ci vive da molto piu’ tempo.
Per le sanzioni civili e penali…..non ti preoccupare: la colpa e’ tutta mia per eventuali “imprecisioni”.
Papa’.
P.S.: ti sei lamentato del caldo. Quando tornerai, e spero proprio che cio’ avvenga, in un periodo un po’ piu’ “freddino e ventoso”, rimpiangerai la senzazione di caldo che hai provata e descritta.
Papa'
25 Aprile, 2008 alle 1:17 pm
Ah, finalmente… Qua mi chiedevano quando aggiornavi il blog… Pensano che tu stia tutto il giorno al computer a scrivere? Certo, ne saresti capace, ma calcolando il sole, il caldo, la tu a guida personale (ovviamente non vuole essere offensivo) e i tuoi tanti autisti (? o girate a piedi?), fai bene a stare a spasso x la città… Qui, finalmente è arrivata la primavera (fammi incrociare le dita), una pioggerella leggera ogni tanto, ma ormai ci siamo… Certo, non vado in giro a maniche corte, ma manca veramente poco… A parte questo, una domanda (nella speranza che Jack non capisca male): come sono i “locali”? Uomini e donna (così forse me la sistemo bene…)! Buon divertimento (ma non troppo
, rilassati, non ti abbronzare troppo, o almeno dammi il tempo di prendere un pò di colore, e tanti saluti alla tua guida personale
!
VERONICA
26 Aprile, 2008 alle 12:24 pm
p.s. scusa x gli errori, ma non ho proprio riletto!!! ciao ciao
VERONICA
26 Aprile, 2008 alle 12:25 pm
wow, davvero interessante leggere quello che un altro italiano scrivo su questo paese. A parte il fatto che scrivi davvero bene, ho visto, leggendo, quasi un paese diverso da quello dove sono stato fino ad ora. io mi trovo nella parte orientale a Taldykorgan; ogni tanto vado a Jarkent che si trova a pochi passi dalla cina e spesso invece ad Almaty… che mondi!!
un saluto
federico
PS: hai ragione per il caldo, ma tutti mi diconol di aspettare l’inverno, anche se non ci saro’…
freddie
12 Luglio, 2008 alle 6:58 am
@Freddie: Ciao , grazie innanzitutto del commento, e dei complimenti. Io del Kazakhstan conosco solo ciò che ho scritto, e cioè Aktau, nella parte più occidentale del paese, sul mar caspio.
Quasi certamente, nelle prime due settimane di settembre, vi farò ritorno, e chissà che non riesca a visitare anche Almaty, di cui tutti, durante il mio soggiorno kazako, mi hanno parlato davvero bene…..
simone
12 Luglio, 2008 alle 10:58 am
Ciao,
sono una kazakha in Italia e interessante a leggere gli raconti di italiani in mio paese che conosco molto bene. Mi presento sono Anara abito a Milano da più di 6 anni e sono di Almaty – la citta più bella dell Kazakhistan.
Anara
25 Settembre, 2008 alle 11:20 pm
Ciao Anara, grazie del commento! Io, come avrai letto, del Kazakhstan finora ho visto solo Aktau, ma lì tutti mi hanno confermato che la città più bella è effettivamente Almaty, dove conto di andare quanto prima.
Un saluto, a presto.
simone
26 Settembre, 2008 alle 8:43 am
Vi confermo molte cose ,solo che io ci sono stato in estate tra luglio e agosto,un caldo infernale,sono stato per lavoro in un paesino “Kurik” a 80 Km circa da Aktau ,sembrava che avessi sempre l’asciugacapelli davanti al viso,caldo e vento,ora ci devo tornare tra qualche settimana e credo ci sia più fresco ,un saluto a tutti.
walter
12 Ottobre, 2008 alle 6:24 pm
Bravo Simone….spero un giorno di rivederti nella mia Aktau
dico mia, solo perche’ ci vivo da anni…
Un abbracio.
Salvatore detto anche “l’ombroso”
Salvatore
16 Ottobre, 2008 alle 1:51 pm
Grazie Salvatore!! Spero anch’io un giorno di rivedere Aktau, e tutta la magnifica gente, locali ed espatriati, con i quali ebbi modo di trascorrere momenti piacevolissimi, mesi fa.
Grazie della visita, a presto!!
simone
16 Ottobre, 2008 alle 3:44 pm
Ciao.Sono Fabio dall’Italia (Mantova) Ad Agosto andrò in Uzbekistan in moto. Il rientro lo vorrei fare dal Kazakistan verso l’Azerbijan prendendo il traghetto da Aktau a Baku. Non riesco a reperire informazioni. So che c’è una compagnia Tagu che si occupa dei biglietti, ma non risponde alle mie mail. Se sapete qualche cosa che possa aiutarmi, vi ringrazio anticipatamente
Fabio
Fabio
10 Luglio, 2009 alle 11:24 am
Ciao Fabio, scusa il vergognoso ritardo nella risposta al tuo quesito. Dunque, neanche posso farmi perdonare dandoti qualche informazione utile, perche’ non so nulla sull’iter eventualmente da seguire per prendere il traghetto da Aktau a Baku. Ne sono a conoscenza di orari, modalita’ di prenotazione, e via discorrendo. Mi limito pero’ a dirti solo una cosa, che probabilmente gia’ saprai: in questi paesi dell’antica Via della Seta, come Il Kazakhstan, Turkmenistan, Uzbekistan, etc. e’ molto importante adoperarsi per ottenere tutti i relativi visti d’accesso. E non sono sempre facili da ottenere, soprattutto in tempi brevi. Mi auguro pertanto che tu abbia gia’ il visto di transito, sia per l’Uzbekistan, che per il Kazakhstan, altrimenti rischi di andare incontro a lungaggini e problemi ben piu’ rilevanti del reperimento del traghetto. Infine, ma forse gia’ lo saprai, tieni conto che le distanze dal confine Uzbeko-Kazako ad Aktau sono molto rilevanti anch’esse, e che al di fuori delle grandi citta’, il Kazakhstan e’ sprovvisto di strade asfaltate adeguatamente…non so che tipo di moto abbia tu, ma la traversata rischia di essere ben piu’ difficoltosa dei fuoristrada a cui siamo abituati in Italia. Buona avventura, comunque, ciao!
simontheroad
24 Luglio, 2009 alle 1:17 pm