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(From Kazakhstan) La Montagna bianca, Shevcenko e il 2017

In SimOnKazakhstan on 27 Aprile, 2008 at 10:57 pm

Nell’Ottocento, quando ancora regnavano gli Zar, queste terre dove attualmente ho il privilegio di ritrovarmi erano abitate da popolazioni nomadi, dedite prevalentemente alla pesca nel mar Caspio, e alla pastorizia.
Vi era una fortezza, situata a circa 150 km a nord rispetto all’odierna cittadina di Aktau, nella quale gli Zar esiliavano i ribelli e i rivoluzionari che non si sottomettevano alla volontà dell’impero.
Fin quando vi spedirono un condottiero ucraino rivoluzionario molto famoso, e molto amato, di nome Shevcenko (sì, avete letto bene, non sto parlando dell’omonimo calciatore e non vi sto prendendo per il didietro…).
La presenza carismatica del militare era tale che, in seguito, la fortezza venne ribattezzata con il suo nome, diventando Fort Shevcenko, che ancora oggi risulta il nome della città sorta in quelle zone negli anni successivi.

Questa almeno è la versione della storia raccontatami da un’autista kazako di nome Malshool, o chissà come si scrive, durante un viaggio nei dintorni di Aktau, e lungo la costa sabbiosa di quest’ultima,  a seguito delle insistenti domande del sottoscritto sulla storia di questi posti…


E la storia naturalmente non termina qui.
Negli anni successivi, con la caduta dell’Impero Zarista e l’instaurazione del regime sovietico, molti militari vennero inviati in
questi luoghi insieme a dissidenti della dittatura comunista, con il compito di preparare il terreno ai successivi insediamenti urbani che vi sarebbero sorti; il principale tra questi divenne una cittadina che sorse 150 km a sud della già citata Fort Shevcenko, e che venne pertanto ribattezzata, con estrema fantasia, direttamente Shevcenko.

I lavori di costruzione del primo nucleo di questo insediamento furono terminati nel 1958, e i costruttori decisero di lasciare, all’interno di una piccola statua situata in una delle vie della città, un messaggio per i loro discendenti, per coloro che avrebbero abitato a Shevcenko negli anni successivi.

Nessuno sa il contenuto di questo messaggio, dato che non potrà esser letto prima del 2017, a seguito delle disposizioni in tal senso lasciate proprio dagli estensori del medesimo.
Secondo colui che mi ha raccontato questa storia, è probabilmente un messaggio simile a quelli che venivano lasciati all’epoca dal regime sovietico, nei quali si decantavano le virtù del comunismo a coloro che avrebbero avuto il privilegio (!) di viverlo pienamente nei decenni successivi.

Ora Shevcenko non esiste più.
O, almeno, non si chiama più così. Successivamente al crollo dell’Ex Unione Sovietica, simboleggiato dalla caduta del muro di Berlino nel 1989, la città ha cambiato nome, diventando l’attuale Aktau

Personalmente, non m’interessa andare ad approfondire se l’ucraino Shevcenko che ha costituito, a mio avviso, un inizio di tutto quanto vi ho narrato, fosse veramente un glorioso militare in esilio, come mi è stato raccontato, o piuttosto un famoso poeta e pittore ucraino, Taras Shevcenko, che a causa delle proprie opere in cui denunciava le condizioni precarie di vita dei contadini ucraini venne costretto all’esilio dagli Zar.
In ogni caso, era un Eroe, di quelli con la lettera maiuscola.

E mi piace pensare che il messaggio misterioso contenuto nel piccolo monumento di acciao situato sul marciapiede della strada principale di Aktau, che il sottoscritto ha potuto notare solo fugacemente, non sia una mèra beatificazione del comunismo in quanto tale, ma un messaggio profetico, beneaugurante e di speranza per la gente di questi luoghi, e chissà, magari non solo per loro….

Durante il tragitto, non ho potuto fare a meno di chiedere al mio interlocutore : ” Ok, ma che significa Aktau? Nella vostra lingua, ha un significato ben preciso?

Mi è stato risposto che, soprattutto negli anni passati, prima dello sviluppo industriale iniziato con il regime Sovietico, in tutta la zona in cui ci troviamo erano presenti delle piccole colline di sabbia chiara, quasi bianca.

Secondo il mio improvvisato narratore, Aktau rimanda a tutto ciò, e significa proprio… ”La Montagna Bianca “…

 

 

 

## CONTINUA ## ( by Simo, Aktau, Kazakhstan )

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