Solo in America.
Febbraio 1997, New York.
Patrick McNeill, giovane studente universitario della Fordham University, passa una tranquilla serata con gli amici in un pub dell’East Side newyorchese. Qualche bevuta, molte risate, e goliardie varie.
Serenità studentesca in libera uscita, insomma.
Ad un certo punto, saluta tutti quanti, e decide di tornare al campus universitario.
Probabilmente ha sonno, chissà quali impegni e progetti aveva per l’indomani.
Non arriverà mai a destinazione.
Scompare.
Circa due mesi dopo, il suo cadavere riemerge dal fiume Hudson. La polizia bolla il tutto come una tragica fatalità, uno sfortunato ragazzo ubriaco che finisce nell’acqua.
I genitori rigettano tale ricostruzione, ma soprattutto non lo crede possibile Kevin Gannon, all’epoca poliziotto in servizio, rimasto colpito dalla strana posizione assunta dal corpo del ragazzo defunto, con le braccia incrociate sul petto, e dal rinvenimento di uno strano disegno ritraente uno smile, una faccina sorridente, sul tronco di un albero vicino al punto di ritrovamento del cadavere…

Aiutato da un collega, Anthony Duarte, Gannon continua ad interessarsi al caso, persino dopo esser andato in pensione, anche per rispettare la promessa in tal senso fatta ai genitori del defunto…
Sembra la trama di uno dei tanti thriller estivi Hollywoodiani, ma non è così:
E’ tutto vero…
Analizzando i reperti riguardanti i casi recenti di decessi per annegamento di giovani statunitensi, i due ex poliziotti scoprono che in quaranta di essi le vittime sono tutte studenti universitari, di età compresa tra i 19 e i 23 anni, provenienti da famiglie benestanti, eccellenti in atletica e negli studi, svolti in college universitari situati in 11 differenti Stati, tra cui Ohio, Pennsylvania, Indiana, Wisconsin, Iowa e Minnesota.
Tutti scomparsi dopo serate al pub con amici, e rinvenuti mesi dopo, annegati in qualche fiume della zona. Su tutti loro tracce visibili di violenze fisiche subite, con l’inquietante disegno della “faccina sorridente” impresso su qualche tronco d’albero, o pianta, situati nei pressi del cadavere.
Come per Chris Jenkins, studente universitario del Minnesota, scomparso la notte di Halloween del 2002, dopo aver passato la serata a festeggiare in un pub con gli amici, e il cui cadavere è riemerso dalle sponde ghiacciate del Mississippi circa 4 mesi dopo, con le solite braccia incrociate sul petto, e segni di torture fisiche su tutto il corpo.
Sugli alberi lungo il fiume, la solita faccina sorridente.
Nonostante questo, la polizia inizialmente esclude l’ipotesi dell’omicidio, spiegando ai genitori del defunto che quest’ultimo, probabilmente ubriaco, era accidentalmente caduto dentro il Mississippi, scartando pertanto qualunque altra implicazione.
Al contrario, proprio il caso di Chris Jenkins, unitamente ad altri rinvenimenti simili in altre città e stati del Midwest americano, con continui ritrovamenti degli ormai inquietanti smile disegnati su piante e alberi, convincono Gannon e Duarte a continuare le indagini, ritenendo di trovarsi di fronte ad una vera e propria banda di sadici assassini, una sorta di malefica gang di serial killer, che periodicamente prende di mira giovani studenti universitari di successo, li preleva nei bar, probabilmente in alcuni casi anche dopo averli drogati, e li rapisce portandoli in chissà quali luoghi, dove i malcapitati vengono seviziati e torturati, prima di esser definitivamente uccisi.
Il ritenere che i killer siano più di uno, è dovuto al fatto che alcuni dei decessi investigati sono avvenuti quasi contemporaneamente a molte miglia di distanza l’uno dall’altro, rendendo impossibile che tale barbarie possa esser stata compiuta da una sola mano.
Le recenti azioni della polizia di Minneapolis, che ha riconsiderato il caso di Jenkins come omicidio, e non più come annegamento involontario, anche in virtù di ulteriori elementi emersi dalle indagini, come ad esempio le dichiarazioni testimoniali di chi asserisce di aver visto due individui caricare a forza il malcapitato studente dentro un furgoncino la notte della scomparsa, sembrano finalmente andare nella direzione indicata da Gannon e compagni.
“E’ ormai chiaro che ci troviamo in presenza di un’organizzazione criminale che può disporre di membri in circa un terzo del paese..” ha recentemente dichiarato Lee Gilberston, criminologo dell’Università di St. Cloud, richiedendo l’intervento dell’FBI, e sollecitando una maggiore attenzione alle indagini svolte sinora da Gannon, Duarte e gli altri ex poliziotti che continuano ad interessarsi del caso e che troppo spesso sono stati ignorati dalle pubbliche autorità.
In realtà, nonostante tutte le evidenze possibili, per l’FBI sembra che non sussistono ancora sufficienti elementi per ritenere che, dietro a tutti questi particolari decessi, vi sia una banda di sadici assassini…
“Chris was abducted in a cargo van,” racconta alla CNN la madre del defunto Chris Jenkins.
“He was driven around Minneapolis for hours and tortured. He was taken down to the Mississippi River and he was murdered. And after that, his body was positioned and taken to a different spot and then to a different point in the Mississippi River” .
La caccia continua…
[ per ulteriori approfondimenti, cliccate su questi link: 1, 2, 3, 4 , 5 ]
Io insisto: tu devi, e sottolineo DEVI, fare il giornalista. Seriamente Simo. Hai un modo di scrivere, e la “nera” poi ti viene così bene, che è lo stile del migliore giornalismo, anche americano, se vuoi. E rifiuto il caffè pagato, se ci stavi pensando. Ti dico solo non perdere tempo e…comincia seriamente!
Thanks a lot, my friend.
Simo scusami ma questi serial killer hanno ucciso solo studenti americani vero??…non c’è stato nessun caso di impiegate amministrative morte che tu sappia?..noi sai com’è ad agosto vado a new york ed è meglio viaggiare informate!!!!
)))
Mah, sembra si concentrino solo sugli studenti.
Che ci vuoi fare: gli amministrativi hanno sempre tutte le fortune !!
Non è che ti avanza un posto per NY, eh??
Ciao!
..e casi di periti assicurativi…..?! (ihihih – ghigno sadico di Raffaella -) scherzo, vabbè torno seria, e seriamente ti ridico in pubblico ciò che già ti ho detto in privato……e cioè che sei davvero bravo a…..scrivere
..che quindi abbiamo entrambi la stessa attitudine, la stessa passione..ti auguro con tutto il cuore di continuare a coltivarla, e chissà..un giorno..di poter finalmente realizzare un tuo sogno legato appunto alla scrittura, perchè sei un ragazzo in gamba, e te lo meriti. Smack. La Tua RaffaBella.
Sì certo, sarai un fantastico giornalista facendo felici tutti gli azerbaijiani…hahah…si dice Azeri, fa niente.
Da novembre inizierò a scrivere il mio di viaggio e permanenza da Milano a Kyrik (Kurik).
Poka!
Sarò impaziente di leggerti, caro Gengis.
Grazie per la correzione.
A presto, e Poka a te!